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    October 17

    Novecento

     

    Tutta quella città, non si riusciva a vederne la fine. La fine. Per cortesia, si potrebbe vedere la fine? Era tutto molto bello su quella scaletta, e io ero grande, con quel bel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi, che sarei sceso. Non c’era problema. Non è quello che vidi che mi fermò, è quello che non vidi: puoi capirlo? Quello che non vidi. In tutta quella sterminata città c’era tutto tranne la fine. C’era tutto, ma non c’era una fine. Quello che non vidi, è dove finiva tutto quello: la fine del mondo.

    Tu pensa a un pianoforte. I tasti iniziano, i tasti finiscono. Tu lo sai che sono ottantotto, e su questo nessuno può fregarti; non sono infiniti loro, tu sei infinito. E dentro quegli ottantotto tasti la musica che puoi fare, è infinita. Questo a me piace; in questo posso vivere. Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verità, che non finiscono mai: quella tastiera è infinita. Ma se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. E sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio. Cristo! Ma le vedevi le strade? Anche soltanto le strade, ce ne erano a migliaia! Ma dimmelo, come fate voi altri laggiù a sceglierne una? A scegliere una donna? Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare? Un modo di morire? Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce e quanto ce n’è, ma non avete paura voi di finire in mille pezzi solo a pensarla a quell’enormità? Solo a pensarla, a viverla? Io ci sono nato su questa nave. E vedi, anche qui il mondo passava, ma a non più di duemila persone per volta. E di desideri ce n’erano, ma non più di quelli che ce ne potevano stare su una nave, tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita. Io ho imparato a vivere in questo modo. La terra è una nave troppo grande per me, è una donna troppo bella, è un viaggio troppo lungo, è un profumo troppo forte, è una musica che non so suonare. Non scenderò dalla nave. Al massimo posso scendere dalla mia vita. In fin dei conti, è come se non fossi mai nato.

     

    Comments (1)

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    Giberwrote:
    il mio film preferito....
    mi vengono i brividi solo a rileggere queste parole e ripensarle interpretate da Tim Roth....
    che film....
    ottima scelta
    un bacio e a presto;)
    Vale
    Oct. 17

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